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Come si è evoluto il fashion blogging


C’è chi dice che si legge sempre meno e che i social (dove si scrive poco – quasi sempre – e si parla attraverso le immagini) siano più che sufficienti per tentare la professione di blogger o influencer 

 

I blogger con i loro blog davvero non hanno più ragione d’esistere? 

Non proprio. Tantissime sono le tipologie di blog e almeno due le sotto-tipologie di fashion blog. 

 

I fashion blogger che raccontano la moda (blog-zine). 

I fashion blogger che vestono moda (outfit blog). 

 

Entrambe le sotto-tipologie si sono evolute. Vediamo come. 

 

I fashion blog dai grandi contenuti (storytellingsono diventati dei veri e propri magazine (Ferragni docete hanno modificato la loro strategia dando un peso maggiore alla programmazione di post pensati strategicamente e appositamente per i social. 

 

I social network sono diventati sempre più importanti per veicolare i propri contenuti e promuoverli mostrando, al contempo, la propria personalità. 

Su un social come Facebook, per esempio, è possibile esprimere opinioni random (senza dover costruire un articolo o fare ricerca) su argomenti di carattere generale che possono far presa sulle persone (se ben espresse) favorendo la nascita di una community forte e appassionata che seguirà anche i contenuti del blog. 

 

Un ottimo esempio è la pagina facebook “Non conto fino a 10” dell’omonimo blog esplosa dopo la pubblicazione della lettera italo-inglese a Johnny Depp. 

 

 

 

Il blog rimane dunque fondamentale per contenuti complessi e articolati (testo + foto + video) e quindi completi (come i tutorial o le news). 

 

Le fashion blogger che, invece, vivono di scatti, hanno sicuramente meno bisogno di curare il blog come prima: Instagram è un ottimo sostituto e le aziende sono liete di vedere i loro contenuti sponsorizzati soltanto attraverso un’immagine postata su Instagram. 

 

Essere influencer su Instagram, però, non è meno impegnativo di un blog. Lo sa bene Diana de Lorenzi che per produrre uno scatto – racconta - può anche impiegarci tre ore (specie se il gatto si muove!).

































Perché una galleria Instagram abbia un grande seguito, deve avere uno stile ben preciso, che si tratti di sfumature e colori o di tematiche. 

Quello stile che faccia dire a chi entra per caso nella gallery per via di una bella foto: “voglio seguire l’intera gallery perché è bella come la singola foto”. 


 

È anche vero - ce lo racconta lei stessa - che Diana ha sentito la necessità di aprire un blog dopo il successo del suo canale Instagram, spinta dalla voglia e dalla passione di comunicare anche attraverso la scrittura. 

 

Blog di prossima apertura anche quello di Laëtitia Chaillou divenuta nota grazie al suo profilo Instagram Parisian in Rome. 

 

In una prossima intervista le chiederemo il perché di questa scelta. 

 

Questi ultimi due esempi sottolineano il fatto che il blogging esiste e resiste e che rimane di fondamentale importanza quando si vuole PARLARE. Certo è che non si utilizza più come prima: non è il centro del proprio lavoro, è solo uno degli strumenti utili al proprio personal branding 

 

I potenziali lettori vanno trovati, raggiunti e “colpiti”. Se la maggiore concentrazione dei nostri lettori si trova un social piuttosto che un altro, è giusto e doveroso doverlo presidiare (con un altro registro comunicativo)  

 

Un consiglio finale? Come ho scritto ampiamente sul mio secondo blog di diventareblogger.it, la mia strategia è una sola: sui social pubblico pensieri personali per  farmi conoscere come persona e stringere relazionilo utilizzo anche per promuovere i miei articoli; sul blog offro contenuti utili alle persone e tutta la mia conoscenza, sto inoltre attenta a scrivere contenuti SEO che possano posizionarmi bene nella SERP e consentirmi di essere rintracciati da Google nel tempo.  

 

 E tu cosa ne pensi? Sei daccordo? Faccelo sapere! 

 

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